Tour de France 2026, Tadej Pogačar si prende tappa e Maglia Gialla a Les Angles! 2° Jonas Vingegaard, 4° Paul Seixas

Tadej Pogačar detta legge nella prima tappa di montagna del Tour de France 2026. Il leader della UAE Team Emirates – XRG si impone sullo strappo finale di Les Angles, con uno sprint di forza negli ultimi 200 metri, lanciato alla perfezione dal compagno di squadra Isaac Del Toro, vincitore ieri in parata assieme allo sloveno. Il campione del mondo si prende anche la Maglia Gialla visto che taglia il traguardo con 2” di vantaggio su Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike) che non è riuscito a tenere la sua ruota dopo lo scatto. I due sono appaiati in classifica generale, ma Pogačar si prende la leadership per migliore somma di piazzamenti. Alle spalle del danese si piazzano con lo stesso tempo Richard Carapaz (EF Education – EasyPost) e Paul Seixas (Decathlon CMA CGM), mentre due secondi dietro terminano gli altri big che hanno provato a giocarsi la vittoria, con i piazzamenti nell’ordine di Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility), Lennert Van Eetvelt (Lotto Intermarché), Florian Lipowitz e Remco Evenepoel (Red Bull-Bora-hansgrohe), Isaac Del Toro e Juan Ayuso (Lidl-Trek).

Il video dell’arrivo

Il racconto della corsa

Una volta raggiunto il chilometro 0 dopo il lungo trasferimento, ci vuole poco perché esploda la bagarre, con la strada già in leggera salita ancor prima dell’inizio ufficiale del GPM della Côte de Saint Feliu de Codines. Dopo alcuni scatti si avvantaggiano Mads Pedersen (Lidl-Trek), Louis Vervaeke (Soudal Quick-Step), Torstein Træen (Uno-X Mobility), Liam Slock (Lotto-Intermarché), Thibault Guernalec (TotalEnergies) e Joel Nicolau (Caja Rural-Seguros RGA), ai quali si accoda poi anche Raúl García Pierna (Movistar Team), ma gli attacchi di altri corridori portano presto all’annullamento di questo tentativo. Ci prova poi Julian Alaphilippe (Tudor Pro Cycling Team), senza successo, e in seguito un gruppetto comprendente anche Egan Bernal (Netcompany Ineos), ma nessuno riesce a fare la differenza, mentre in fondo al plotone iniziano a perdere contatto diversi uomini, tra cui un Arnaud De Lie (Lotto-Intermarché) ancora in grande difficoltà.

Dopo altri allunghi, si forma un drappello di undici uomini con dentro nuovamente Bernal, oltre a Richard Carapaz (EF Education-EasyPost) e Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), ma il gruppo torna compatto a tre chilometri dal GPM. Poco dopo, si verifica una caduta che coinvolge diversi corridori, tra cui Tobias Foss, Thymen Arensman, Michal Kwiatkowski e Josh Tarling (Netcompany Ineos), Mathias Vacek (Lidl-Trek), Matthew Riccitello (Decathlon CMA CGM) e Bruno Armirail (Visma | Lease a Bike), il più acciaccato tra gli incidentati; tutti quanti, compreso il francese, riescono però a ripartire. Davanti, nel frattempo, Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step) e Javier Romo (Movistar Team) riescono ad avvantaggiarsi e a transitare in quest’ordine al GPM, ma poco dopo anche loro vengono ripresi dal plotone, dove viene segnalato in difficoltà Cian Uijtdebroeks (Movistar Team), mentre Lenny Martinez (Bahrain Victorious) deve fermarsi per cambiare bici.

Gli attacchi proseguono nelle fasi seguenti, con Bernal che si conferma particolarmente attivo con un paio di allunghi assieme anche a Mathieu Van Der Poel (Alpecin-Premier Tech), George Bennett (NSN Cycling Team), Matteo Jorgenson (Visma | Lease a Bike) e Jonas Abrahamsen (Uno-X Mobility), ma a questo tentativo non viene concesso spazio, così come a Ben O’Connor e Lucas Plapp (Team Jayco AlUla). Tutti questi scatti rendono difficile rientrare in gruppo a Uijtdebroeks e Martinez, oltre che a Guillaume Martin (Groupama-FDJ United), Kévin Vauquelin e Thymen Arensman (Netcompany Ineos), che si ritrovano tutti a dover recuperare una quarantina di secondi dopo 30 chilometri di gara. Poco dopo, superata una breve fase tranquilla, Alex Baudin (EF Education-EasyPost), Harold Tejada (XDS Astana Team), Egan Bernal (Netcompany Ineos), Louis Vervaeke (Soudal Quick-Step), Ramses Debruyne (Alpecin-Premier Tech), Jonas Abrahamsen (Uno-X Mobility), Georg Zimmermann (Lotto-Intermarché) e Matteo Vercher (TotalEnergies) riescono a prendere una decina di secondi di margine, ma anche questo attacco viene rapidamente annullato.

Il gruppetto di ritardatari con Martinez riesce a riaccodarsi al plotone dopo quasi 50 chilometri dal via, mentre davanti continuano gli scatti, con un allungo in solitaria di Mathis Le Berre (TotalEnergies) e, in seguito, uno di Quinn Simmons (Lidl-Trek) che vengono anch’essi annullati. Dopo un’altra fase di attacchi e contrattacchi, però, finalmente la fuga buona riesce ad avvantaggiarsi, trascorsi quasi 60 chilometri dalla partenza. I primi ad andar via sono Louis Vervaeke (Soudal Quick-Step), Magnus Cort (Uno-X Mobility), Nelson Oliveira (Movistar Team) e Matteo Vercher (TotalEnergies), al cui inseguimento si lanciano Lucas Plapp (Team Jayco AlUla), Mauro Schmid (Team Jayco AlUla) e George Bennett (NSN Cycling Team). Su questi ultimi rientra anche Mads Pedersen (Lidl-Trek) e, poco dopo, anche Alex Baudin (EF Education-EasyPost), Vlad Van Mechelen (Bahrain Victorious), Egan Bernal (Netcompany Ineos), Raúl García Pierna (Movistar Team) e Clément Braz Afonso (Groupama-FDJ United), che si riportano rapidamente sui quattro al comando.

Bernal perde però subito contatto a causa di una foratura per la quale è costretto a fermarsi per cambiar bici, perdendo così una quarantina di secondi. Il colombiano viene superato da Nicolas Prodhomme (Decathlon CMA CGM Team), Harold Tejada (XDS Astana Team), Alex Aranburu (Cofidis), Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team), Mathis Le Berre (TotalEnergies) e Abel Balderstone (Caja Rural-Seguros RGA), fuoriusciti da un gruppo che si ritrova già con un ritardo superiore al minuto e capaci di colmare rapidamente il gap sui 12 battistrada. Per lo sfortunato Bernal, invece, non c’è nulla da fare, con il 29enne che dopo qualche chilometro di inseguimento alza bandiera bianca e si fa riassorbire dal plotone, il cui distacco dalla testa della corsa arriva a toccare i 2’10” dopo 85 chilometri di gara. Tirato dalla Visma | Lease a Bike, il gruppo concede un altro minuto agli attaccanti, ma a quel punto interviene la UAE Team Emirates XRG, che con Florian Vermeersch aumenta il ritmo e inizia a recuperare terreno.

Al traguardo volante di Campdevànol, dove passa per primo Pedersen, il ritardo scende a 2’50”, ma avvicinandosi all’inizio del Col de Toses il gap cala a 1’10”; davanti, Garcia Pierna decide dunque di allungare in solitaria, guadagnando una ventina di secondi sugli altri attaccanti, tra i quali è Vercher il primo a reagire. Il francese, raggiunto poi da Van Mechelen, riesce a riportarsi sullo spagnolo lungo la salita, e in seguito la stessa operazione riesce anche a Baudin, Prodhomme e Bennett. Questi sei scollinano con 40″ di margine su Braz Afonso, Storer e Delbove e 55″ su Balderstone, mentre il plotone, andato a riassorbire tutti gli altri attaccanti, giunge in cima dopo 1’40”, tirato sempre dalla UAE con Nils Politt e poi con Tim Wellens: il ritmo della formazione emiratina porta diversi corridori a perdere contatto, tra cui Romain Grégoire (Groupama-FDJ United), Ben Healy (EF Education-EasyPost) e Ben O’Connor (Team Jayco AlUla).

Ripresi anche gli altri ex attaccanti, il gruppo mette nel mirino i sei battistrada e inizia il successivo Col du Calvaire con 90″ di ritardo. Davanti, Baudin allunga e stacca tutti, ma Prodhomme riesce in seguito a tornar sotto, con i due che scollinano il GPM con ancora 43″ di vantaggio sul plotone, condotto da Felix Großschartner (UAE Team Emirates XRG). Subito dopo lo scollinamento, però, Prodhomme si rialza e Baudin, rimasto solo, vede il proprio vantaggio calare sempre più con il passare dei chilometri, fino a venir ripreso ai -11 dalla conclusione.

La formazione emiratina prosegue spedita nel suo forcing fino all’arrivo, respingendo i tentativi delle altre squadre di prendere in mano la situazione. Ultimo uomo per Tadej Pogacar è Isaac Del Toro, che alza il ritmo in maniera decisa entrando nell’ultimo chilometro, dove le pendenze si fanno più impegnative. Il messicano impone un ritmo sempre più alto fino a spezzare il gruppo attorno quinta posizione, con Remco Evenepoel (Red Bull – Bora – hansgrohe) costretto a creare un buco, lasciando andare Del Toro, Pogacar, Jonas Vingegaard (Visma|Lease a Bike), Paul Seixas (Decathlon CMA CGM) e Richard Carapaz (EF Education – EasyPost).

Una composizione che dura tuttavia solo il tempo di notarla perché quando parte il campione del mondo fa subito il vuoto, con Vingegaard che non riesce a seguirne la ruota. Il danese si gira e niente possono fare neanche gli altri, che a loro volta devono restare alle spalle dell’attuale Maglia Gialla. Pogacar prosegue la sua lunga volata fino al traguardo, dove vince per distacco, tagliando la linea d’arrivo con due secondi di margine sul rivale, che conserva la seconda posizione davanti a Carapaz e Seixas. Tanto basta per prendersi, oltre alla vittoria di tappa, prima di questa edizione e 22 in carriera, anche nuovamente il simbolo del primato.

Risultato e Classifiche Tappa 3 Tour de France 2026

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